Comunicato Stampa

Mistero e stupore

 Bernd Sannwald spinge l’arte della fotografia oltre i suoi limiti.

Al primo colpo, si pensa di guardare teli da pittore. E’ l’impiego rigoroso della luce che consente a Bernd Sanwald di “dipingere” il suo soggetto, interpretarlo e afferrarlo. Spinge l’arte della fotografia oltre i suoi limiti e colloca il suo lavoro a metà-strada tra la fotografia d’oggetti e l’immagine elaborata, irriconoscibile della foto generazione Photoshop.

Un talento particolare per scoprire “il percorso della luce” e creare immagini insolite, che suscitano associazioni mentali e guidano lo spettatore in un mondo di fantasia mai esplorato.

Dei dipinti fotografici creati dalla luce 

I titoli delle sue opere, poetici, sono enigmatici quanto le sue foto e nascono spontaneamente, a secondo dell’ispirazione. Le immagini, grafiche, sorgono invece nel corso di visite in giro per il mondo, nelle vie, vicoli, musei e stazioni oppure gli edifici.

Strutture, superficie dai colori inattesi, svelate dalla luce, compongono un quadro astratto fatto di tinte, geometrie e riflessi. L’artista fissa sulla pellicola la sua visione misteriosa composta da un angolo, una luce o un’ombra, un riflesso. Cosi sbocciano le sue immagini, senza macrofotografia ne elaborazione digitale.

In cerca dello stupore quotidiano

Durante i suoi viaggi, Bernd Sannwald percorre kilometri a piedi, scruta luoghi, città, musei in cerca dello stupore nell’ordinario. Durante una passeggiata a Berlino, scopre nella facciata di una casa comune, un angolo particolare, un suo punto di vista d’artista, un’immagine che intitolerà “L’estate Indiano”. In un museo soporifero scopre a sorpresa il “suo” quadro, una tenda sovraesposta che prede il nome “Il Voyeur”.

Questo talento per percepire le cose da un punto di vista del tutto insolito, di vedere le strutture e le forme che diversamente rimarrebbero inosservate, distingue le sue foto. Regala cosi allo spettatore un ricordo unico delle città, la guida da viaggio fotografica di Bernd Sannwald.